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La Storia di Theodora
Ho conosciuto Theodora per la
prima volta ad una cena poiche' io e mio marito eravamo amici del suo
fidanzato. Era una delle donne piu' affascinanti che abbia mai
conosciuto, alta, magra e molto chic. Tuttavia avevo notato che si era
circondata da un impenetrabile muro di ghiaccio come un meccanismo di difesa.
Ogni volta che ci parlava sentivo come se solo la meta' di lei fosse presente
e l'altra meta' fosse nascosta da qualche parte irraggiungibile. Non che
cercasse di essere distaccata, ma non riusciva ad essere affettuosa ed
amichevole.
Un giorno mi chiamo' il suo
fidanzato.
"Theodora e' afflitta e vuole venire a trovarti, comunque
e' indecisa perche' siamo amici e non sa se tu saresti d'accordo", disse.
So che molti terapistii e guaritori non socializzano con i loro
clienti, pero' io non trovo difficolta' in separare le due categorie.
Prima di ogni sessione ripeto sempre la stessa frase;
"Eccoci, guaritore
e cliente. Qui non ci sono giudizi e qualunque argomento che viene discusso
rimane completamente riservato. Quando torniamo al mondo sociale
lasciamo tutto cio' che si e' detto e provato qui' in questa stanza".
Theodora arrivo' il giorno dopo
per il suo primo appuntamento ed entro' nel mio ufficio in lacrime.
Erano ormai 4 anni che andava da un psichiatra ed i suoi flashback stavano
peggiorando. Non vedeva l'ora di dirmi che suo padre l'aveva molestata
sessualmente da quando aveva 5 anni fino a quando ebbe le mestruazioni per la
prima volta, a 13 anni. Come conseguenza di questa esperienza aveva
sviluppato un disturbo all'appetito ed aveva contemplato il suicidio.
Non riusciva piu' a sopportare il dolore emotivo ed i ricordi stavano
compromettendo il rapporto che aveva con il suo fidanzato.
La storia di Theodora e' tipica
di un'esperienza di molestia ed insistei che ci mettessimo immediatamente a
lavoro. Capi' il motivo per cui aveva costruito un muro di ghiaccio
attorno a se', "Non ti puoi avvicinare, non mi puoi fare male",
pensai mentre lavorammo.
La sessione ando' bene.
Prima gli esercizi di respirazione per rilassare il corpo, poi una meditazione
guidata, per oltrepassare il muro, e finalmente il passaggio d'energia
direttamente nel suo corpo. Era come una spugna che assorbiva energia e
mi sorpresi per la velocita' con cui mi aveva permesso di riconoscere la sua
barriera protettiva. Puo' darsi, per la fiducia che si era ora
sviluppata nella nostra amicizia. Le assicurai che ero la sua alleata.
Fissammo varie sessioni per le
prossime settimane poiche' avevo bisogno che Theodora si concentrasse sul suo
progresso e si allontanasse dai suoi pensieri di suicidio. Le sessioni
portarono a molte esperienze psichiche per entrambe ed ogni sessione era un
passo verso la guarigione.
Un giorno, mentre le mie mani
erano poggiate sulla sua testa, vidi Theodora da bambina. I suoi polsi
erano legati con delle fascie bianche a delle sbarre. L'immagine che
vidi erano cosi' sconcertanti che chiesi immediatamente:
"Theodora, sei
mai stata legata da bambina?"
"Come lo sai ?", Chiese con
stupore, "Mia madre legava le mie mani al lettino quando usciva a fare la
spesa".
"Con che cosa ti legava le mani?",
spinsi.
"Strappava delle striscie da lenzuola vecchie",
rispose imbarazzata.
Le lenzuala erano le
fasce che avevo visto nell'occhio della mia mente. Il momento in cui
liberammo il ricordo dal suo subconscio, Theodora senti' una guarigione
emotiva.
Nei seguenti 6 mesi, ci
incontrammo due volte a settimana. Theodora divento' una nuova persona,
e fu capace di sostituire i ricordi di abuso e molestia con pensieri sereni
che sviluppammo durante le meditazioni. Creammo un mondo in cui lei si
poteva rifugiare per trovare tranquillita' e respingere i terribili ricordi
del passato. Furono fondate immagini positive unendo le nostre forze per
combattere i demoni del passato, associati a sentimenti di colpa e vergogna
causati da molestia subita da bambina.
Non fu semplice, e ci furono
delle ricadute emotive, ma la realta' era che Theodora era guarita
emotivamente ed era capace di funzionare senza pensieri suicidi.
Finalmente fu in grado di controllare la sua vita invece di essere controllata.
Fu capace di vivere nel momento piuttosto che essere schiavizzata dal suo
passato e i ricordi dei suoi genitori. Lei non ha piu' rapporti con i
genitori, ma questa situazione puo' cambiare nel tempo.
Nel caso
di Theodora e nei casi di tutti i miei clienti, la cosa principale e' di
acquisire fiducia. Sono riuscita ad acquisire la sua fiducia
convincendola che ero una sua alleata e che il mio affetto per lei era
incondizionato. Passarono diversi mesi prima che lei fu capace di dire
"Ti voglio bene", ma fummo capaci di raggiungere questa meta, e
questo fu per Theodora una grande conquista. La prima in 28 anni della sua
vita.
La memoria cellulare fu molto
produttiva in quanto rivelo' ricordi negativi che erano soppressi nel suo
essere. Fu finalmente in grado di piangere rilasciando i molti anni di
abuso. Finalmente fu capace di abbattere il muro di ghiaccio che aveva
alzato, ed imparo' ad abbracciare, baciare ed esprimere i suoi sentimenti
senza combatterli. Fortunatamente , Theodora imparo' a separare le questioni
famigliari, ad abbandonare i brutti ricordi, ed andare avanti
con la sua vita.
Abusi a minori, e
particolarmente molestie, causano malattie emotive che sono difficili da
curare. La cliente non aveva stima si
se e si biasimava per tutte le cose cattive.
L'accumulo di tanti strati di energia negativa fa sembrare impossibile rompere
il bozzolo in cui cova la falsa realta'. Agli abusati, le emozioni
sembrano cosi' anormali che pensano di essere pazzi.
Si potrebbe elaborare sui
dettagli di questa storia, ma credo sia sufficiente mettere in evidenza il
trauma che si sperimenta da bambini. Il trauma emotivo che e' inspiegabile ad un minore, puo' essere capito
da adulti. Molte persone soffrono perche' non sono capaci di uscire dal bozzolo che hanno
creato ed in cui sono avvolti, e vivono in una realta' totalmente falsa.
Spero che chi ha sofferto una
tragedia nell'infanzia, si puo' immedesimare con Theodora e sentire nel
profondo del cuore che c'e' speranza. La strada verso la guarigione e'
difficile ma se viene accettata la possibilita' che si puo' sopravvivere
al trauma imparando a vivere il "momento" piuttosto che nel passato,
la vita sara' piu' felice.
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